(Accompagnamento musicale consigliato “The look of love” Andy Williams.)

Victor Hugo scriveva:

“On a tant abusé du regard dans les romans d’amour qu’on a fini par le déconsidérer. C’est à peine si l’on ose dire maintenant que deux êtres se sont aimés parce qu’ils se sont regardés. C’est pourtant comme cela qu’on s’aime et uniquement comme cela. Le reste n’est que le reste, et vient après.”


Li ho visti. Devo fare in fretta: le persone camminano veloci in città e tra un attimo nasconderanno cio’ che non deve venir nascosto.

Alzo la macchina, veloce l’occhio al mirino mentre penso che tempo e diaframma dovrebbero andar bene, non ho tempo di controllare scatto…

“Avro’ fatto in tempo?” E’ stato tutto cosi veloce…

Sono agitato e non resisto, devo guardarla ora. La osservo nei suoi punti importanti, mi sembra riuscita:

Lui, immobile, è già ubriaco di lei; un poco teso come la corda che lo lega a quella mano inconsapevole.

Lei, immobile, è già ubriaca di lui; un poco tesa siede mentre ascolta quell’attimo.

Presto quel semaforo inviterà la mano ad incamminarsi ed il mondo attorno tornerà a respirare, tutto sarà ricordo. Ma non nella fotografia: li quel semaforo non si azzarda, quell’emozione persiste, custodita e protetta; per sempre a mia disposizione.

© Federico Gili – Tutti i diritti riservati.